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2015-08-28 ‖ press

La Stampa - Intrappola.to: nel gioco esci se calcoli l’area del triangolo

Prendete una stanza buia e dai muri scrostati al piano terra di San Salvario, il quartiere più multietnico di Torino. A seconda della vostra dimestichezza con l’enigmistica e i videogiochi - la mia è pari a zero - quei 15 metri quadri senza finestre potranno diventare un luna park o una «panic room». Per me è stata buona la seconda. Quell’ora messa a disposizione per uscire dalla prigione di «Intrappola-To» e salvarsi dal patibolo (virtuale va da sè) a me non solo non è bastata. Ma è sembrata infinita. Intanto però il video-gioco «Escape Room» da vivere in prima persona spopola in mezza Italia. Digitato il codice si apre la porta magica. Da quel momento scattano i 60 minuti di tempo per risolvere una serie di quiz logici e riuscire a uscire dal locale. Da qui il nome «Intrappola.To». Ci riesce solo il 2 per cento. E a Torino, secondo Tripadvisor, piace al punto che il mix di suspence e atmosfere horror è diventata la quarta attrazione della città dopo lo stadio della Juve il museo del Cinema e l’Egizio. Insomma, l’esperienza da «Saw-l’enigmista» tira. Prima di me, si sono messe in coda 23 mila persone. Ad aprire lucchetti dalla combinazione impossibile e giocare a scacchi con alfieri e pedoni incollati alla damiera ci hanno provato un po' tutti: dal liceale maniaco di videogiochi ad Andrea Pirlo.

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